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Bill Kaulitz, Pink, Justin Bieber: Androgini sul palco

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Sicuramente avete fatto fatica a capire se questi personaggi siano uomini o donne. Questo è un look sempre più popolare tra i giovani cantanti.

Sono sempre più gli artisti che adottano questo look per la propria immagine e anche se decadi fa sono esistiti cantanti come Annie Lennox, David Bowie e Boy George, che sfoggiavano sul palco una voce e un'abbigliamento androgino, ciò che sorprende ora è che sono gruppi sempre più giovani quelli che si presentano con questo aspetto al proprio pubblico, come nel caso della band tedesca Tokio Hotel con il loro cantante Bill Kaulitz, il nuovo idolo giovanile Justin Bieber, che ha pure la sua linea di smalti per unghie e non dimentichiamo la rocker Pink, tra gli altri. E, anche se non si sa ancora se abbiano un orientamento sessuale diverso, il loro aspetto, i loro vestiti, i loro capelli e in molti casi il loro trucco, completano il look.Secondo la psicologa clinica Rommy Albuja, nel caso degli artisti, aldilà del fatto se ci sia o meno un orientamento sessuale diverso, l'aspetto androgino è usato per avere impatto sullo spettatore e come parte del loro spettacolo.

"É un mix. Si usa questa immagine opposta al proprio sesso per catturare e impressionare il pubblico, ma allo stesso tempo dá all'artista la possibilità di vivere la sua fantasia sul palco", dice. "Ma ha sempre a che vedere con un desiderio interiore, un'aspirazione molto intima a sentire questa connessione con una parte dell'inconscio che ammira le caratteristiche e le qualità dell'altro sesso", aggiunge.

[La psicologa] commenta che, anche se non c'è un vero rischio che l'orientamento sessuale e i gusti del pubblico adolescente siano compromessi per il fatto di stare sotto l'influenza di cantanti con questo aspetto, ritiene però che i genitori debbano fare più attenzione ai propri figli e cercare modi per aumentare la loro sicurezza in se stessi, per evitare che cadano nella confusione.

"Qui esiste la cultura della copia. C'è una tendenza a imitare ciò che vediamo fuori. E questo ha a che vedere con l'insicurezza di cui soffriamo perchè non valorizziamo ciò che abbiamo. Dato che ci rendiamo conto così poco di quanto siamo importanti e degli invidiabili valori che abbiamo, andiamo a copiare gli altri. Perchè l'unico modo che abbiamo per sentirci importanti è copiando ciò che il modello straniero porta."

Il mito
Fu il filosofo greco Platone a menzionare per la prima volta il termine "androgino", nella sua opera "Il Simposio", dove parlava di un essere che univa all'interno del suo corpo il sesso maschile e quello femminile.

L'androginia è la qualità delle persone i cui tratti esteriori non sono propri nè del sesso maschile nè di quello femminile, ma che si possono catalogare in un termine di mezzo.

"Una volta esisteva una categoria particolare di essere umano che si chiamava androgino; questo essere riuniva in sè i due sessi, femminile e maschile. Gli esseri umani avevano una forma arrotondata: la schiena e i fianchi avevano un aspetto circolare, possedevano quattro braccia, quattro gambe, due facce e una sola testa", racconta Platone.

"Tali corpi risultavano essere molto vigorosi e per questo si fecero venire l'idea di combattere contro gli dei. Zeus, allora, progettò un mezzo per indebolire gli esseri umani: dividerli in due. Da allora gli umani dovettero camminare soltanto con due gambe. Fatta questa divisione, ogni metà iniziò a cercare di trovare l'altra sua metà", continua la psicologa.

Per la specialista, c'è un'influenza ormonale che fa in modo che certe caratteristiche fisiche siano più o meno marcate in una persona, ma chiarisce che i semplici tratti fisici non necessariamente influenzano l'orientamento sessuale dei bambini.

"Per questo vediamo ragazzi con labbra ben definite e il mento più sottile e ragazze addirittura con i baffi, ma questo non significa necessariamente un cambiamento del loro orientamento sessuale", dice.

"Il fattore determinante è il gruppo sociale all'interno del quale il bambino cresce. Se gli danno un orientamento adeguato, se mettono l'accento sulla sua mascolinità o femminilità a seconda del caso, non ci sarà nessun problema".

"Il problema è che le nostre case non sono più abituate al triangolo madre, padre e figlio, che è ciò che costituisce l'equilibrio di una famiglia. In molti casi i nuclei famigliari sono formati da padre e figli o madre e figli ed è lì che il bambino incontra problemi di identificazione", dice.



In questo caso, segnala la specialista, i figli assumeranno il ruolo del padre che diventa il capo o della figura che vedono come la più debole.

"Nel caso delle famiglie nelle quali i padri abbandonano i figli, la figura paterna sarà sempre malvista e i figli non la vorranno imitare, perchè è stata quella che gli ha fatto del male, quella che li ha feriti e perciò cominceranno a imitare la madre, che è quella che spicca" spiega.

"Per le bambine è lo stesso, ma al contrario. Le bambine crescono con maggiore rudezza, con più carattere e cercano di colmare l'assenza del padre."

Crediti


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